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Lunedì, 21 Agosto 2017

Economia

Che cos'è l'economia

L'economia, o economia politica, è la scienza che studia i fenomeni della produzione, della distribuzione, dell'investimento e del consumo della ricchezza.

Più precisamente, è lo studio del modo in cui si sceglie di utilizzare risorse produttive scarse, suscettibili di impieghi alternativi, per raggiungere nella maniera migliore fini prestabiliti. Quali beni produrre, come e per chi, ora o più tardi?

L'economia è stata anche definita «scienza della scarsità» avendo come oggetto le azioni umane determinate dalla scarsità dei mezzi (beni) in relazione ai fini (bisogni) e, quindi, la condotta umana volta a realizzare i massimi risultati impiegando i minimi mezzi.

L'economia appartiene alle scienze sociali e non alle scienze naturali, in quanto deduce il sistema delle sue regole dall'osservazione del comportamento dell'uomo in un dato contesto sociale.

Nelle scienze naturali, il «fenomeno» è sperimentale, viene prodotto in laboratorio e quindi può essere ripetuto a volontà dal ricercatore ed assoggettato a tutte le variabili considerate interessanti. Nelle scienze sociali il «fenomeno» non è riproducibile a volontà ma si può conoscere osservando le regole di comportamento di una comunità ad un determinato stadio di evoluzione economica, e da questa osservazione ipotizzare il comportamento più probabile in presenza di diversi presupposti.

Le scienze naturali operano sulle «cose» intese come entità esterne all'uomo: le scienze sociali operano sull' «uomo» inteso come microcosmo singolo ed irripetibile.

Ne consegue che un esperimento non riuscito nelle scienze fisiche potrà ritardare la conoscenza di una legge naturale, ma non inciderà - se non indirettamente - sulla personalità umana. Qualsiasi esperimento non riuscito che dal laboratorio delle idee e dalle ipotesi si trasferisca sull'uomo, nelle scienze sociali, può invece incidere in modo irreversibile sullo sviluppo della sua personalità.

 

L'economia e le altre discipline

L'economia, scienza sociale, ha naturalmente rapporti più o meno stretti con le altre scienze sociali, in particolare con quelle che si prefiggono lo studio di alcune componenti essenziali della complessa realtà dell'uomo. Cosi la politica, la psicologia, la sociologia sono tutte scienze che possono interferire con l'economia.

Ma un particolare rapporto esiste con la statistica, necessaria all'economia in quanto priva di adire alla prova di laboratorio.

Il laboratorio dell'economia è la Storia!

L'economia pertanto accetta i dati quantitativi della statistica economica, determina le leggi che governano nel comportamento economico i rapporti di causa ed effetto, descrive i fenomeni cosi rilevati.

Entro questi limiti l'economia è una scienza obiettiva e descrittiva, pur sempre tenendo presente che le sue proposizioni valgono con riferimento alla cornice temporale e spaziale entro la quale possono inquadrarsi i fenomeni osservati.

Va inoltre sottolineato che un'analisi del processo economico, dei fatti economici, non può prescindere da un concetto della società. Alla base del programma scientifico di una teoria economica c'è sempre una scelta di ordine filosofico.

Mentre la scienza della natura si costruisce per aggiunte successive a un corpo dottrinario dato, man mano che si realizzano gli esperimenti e quindi la massa di conoscenze cresce su se stessa, l'economia richiede sempre, come suo presupposto, quella che Joseph Schumpeter chiamava una visione e quindi un concetto totale della società.

I classici ce l'avevano ed è all'interno di essa che hanno costruito una scienza economica. Ce l'avevano anche i neoclassici. Anche Vilfredo Pareto, Léon Walras, Alfred Marshall avevano un'idea molto precisa di ciò che la società industriale era.

Tutti elaborano una teoria economica partendo da un concetto di ciò che è la realtà sociale. Dopo di che lo particolarizzano in un insieme di proposizioni che costituisce la scienza economica. Tanto è vero che la scienza economica ha sempre proceduto per crisi radicali, mai per sviluppi omogenei. Proprio perché è sempre implicata una totalità.

Naturalmente, le crisi intervengono sempre attraverso la critica di fatti particolari e solo a poco a poco l'autore della critica si rende conto che essa implica una totalità che deve essere abbandonata.

 

L'analisi economica e i suoi metodi

L'economia è statica se esamina i fenomeni nel momento del loro accadimento e nelle conseguenze che comportano interagendo tra loro. L'economia è invece dinamica se esamina i fenomeni nel loro divenire e concentra l'attenzione sui cambiamenti strutturali del sistema economico generati dalle innovazioni.

In sintesi, l'economia statica fotografa la situazione in un momento determinato, mentre l'economia dinamica cinematografa l'evoluzione della realtà nel tempo.

Grande importanza riveste altresì la distinzione tra macroeconomia e microeconomia.

La macroeconomia è quel metodo di analisi che:

- prende in considerazione il sistema economico nel suo insieme;

- elabora grandezze riferite ad estesi campi economici (produzioni, consumi, risparmi, investimenti, ecc.) considerati come dati aggregati;

- utilizza modelli quantitativi di breve-medio-lungo periodo al fine di analizzare le relazioni tra le grandezze macroeconomiche e prevederne le tendenze.

La microeconomia è, invece, quel metodo di analisi che:

- prende in considerazione i singoli operatori economici e cioè gli individui, le famiglie, le imprese, gli enti e le comunità varie;

- studia i loro comportamenti economici razionali in quanto consumatori, risparmiatori, produttori, ecc.;

- elabora dati semplici o elementari relativi a piccoli campi economici in cui si svolgono le azioni di tali soggetti.

Trattasi di due metodi di analisi che si integrano a vicenda per la comprensione della complessa realtà economica.

Si passa da una analisi microeconomica ad una macroeconomica «aggregando» i dati economici con opportuni procedimenti ed elaborazioni.

L'economia usa sia il metodo deduttivo che il metodo induttivo per giungere alla formulazione delle sue leggi scientifiche con un processo di ricerca circolare in cui i due metodi vengono alternativamente usati.

Ciò perché la ricerca non si esaurisce nell'ottenimento di una legge, ma procede continuamente in base ai nuovi elementi che la realtà offre allo studioso.

 

L'economia e la qualità della vita

Compito della moderna economia politica è di descrivere, di analizzare e spiegare e di porre tra di loro in relazione i comportamenti della produzione, della disoccupazione, dell'inflazione e di altri fenomeni del genere.

Conoscere le cose come sono, con obiettività e distacco, è necessario per controllarle e migliorarle.

Un'analisi economica attenta e rigorosa è pertanto indispensabile per gli interventi di politica economica, cioè per gli interventi correttivi dei pubblici poteri sul funzionamento del sistema economico in vista del raggiungimento di un livello ottimale di benessere economico generale.

In tal senso l'analisi economica deve indirizzare i suoi sforzi per individuare quali costi sarà necessario sopportare per ottenere il beneficio di una migliore qualità della vita.

In altri termini la moderna economia politica deve offrire risposte alla preoccupazione contemporanea per i problemi dell'ecologia e della qualità dell'esistenza umana.

Le indagini dell'economia possono aiutare i governi, sia nei paesi sottosviluppati che in quelli avanzati, a promuovere lo sviluppo ed a migliorare la qualità della vita, evitando nel tempo stesso la depressione e l'inflazione. Possono aiutare altresì a comprendere e correggere la ineguaglianza della distribuzione del reddito e delle «condizioni di partenza» di ognuno. Possono aiutare inoltre per analizzare regolarità interessanti del comportamento sociale.

Non si deve però mai dimenticare che l'ultimo ed unico protagonista di qualsiasi sistema economico è l'uomo nella sua interezza (e non quindi solo «homo oeconomicus»), e che qualsiasi sistema economico decade, si immiserisce e muore se non si alimenta con la valorizzazione dell'attività spontanea e volontaria dell'uomo.

Occorre che l'uomo nella sua libertà possa impegnare le sue energie fisiche e intellettuali nel lavoro prescelto con conseguente arricchimento di tutti, pur realizzando la propria vocazione.

L'obiettivo di un sistema economico, quindi, è socialmente valido se riconosce nell'uomo il protagonista soggetto e non oggetto: così che sia l'economia al servizio dell'uomo e non viceversa.

In tale prospettiva l'economia può contribuire alla creazione di un nuovo umanesimo valorizzando, nella libertà, la creatività di ognuno, affrancando l'uomo dalla schiavitù del bisogno affinché possa, nel tempo libero sempre più a sua disposizione, arricchire le sue qualità spirituali e migliorare sensibilmente la qualità della vita.

 

L'economia e la morale

Alla luce delle considerazioni sopra esposte l'economia non può essere neutrale rispetto ai fini generali dell'uomo.

L'economista, mentre analizza i problemi concreti, non può prescindere da una valutazione morale sugli effetti di qualsiasi risultato cui perviene mediante la sua analisi.

Una scienza che non valuti i fini non è applicabile alla realtà.

Ora, l'economia studia l'adeguamento dei mezzi ai fini e i fini dell'attività umana non possono non avere carattere etico. Essi si compendiano essenzialmente nella conservazione e nel perfezionamento della personalità umana.

Pertanto l'economia, scienza dei mezzi, deve trarre dall'etica, scienza dei fini, i necessari orientamenti affinché le sue conclusioni siano applicabili alla società.

 

La rilevanza delle teorie economiche

Va infine sottolineato che le teorie economiche, oltre ad avere una loro coerenza interna, devono essere rilevanti, devono cioè aiutare a spiegare qualche aspetto della realtà.

Occorre sempre accertare la corrispondenza, diretta o indiretta, fra i modelli teorici e la realtà economica.

Lo sviluppo futuro delle teorie economiche deve tendere a combinare armonicamente l'analisi teorica con quella empirica e dedicare maggiore spazio all'analisi dinamica.

Da ultimo, va evidenziata l'importanza di una piena comprensione della metodologia impiegata nelle ricerche economiche per poter usare in modo corretto i risultati ottenuti.

 

Voce a cura di:
Alfio Petralia, Economista.

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Tratto da: S. Leone, S. Privitera, Dizionario di Bioetica, ISB, Acireale 1994. Si veda anche il più recente: S. Leone, S. Privitera, Nuovo Dizionario di Bioetica, Città Nuova - ISB, Roma - Acireale 2004.