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Giovedì, 19 Ottobre 2017

Ethos

L'ethos è il sedimentarsi nel tempo e nello spazio, in seno ad un contesto socio-culturale, dei principi morali che si trasformano così in convinzioni ed in regole di comportamento.

Esso è identificabile con il dato di fatto determinato da ciò che noi chiamiamo fenomeno morale: ogni cultura, ogni popolo, ogni generazione, ogni singola persona possiede sempre il suo ethos, descrittivamente rilevabile in tutti i suoi particolari, confrontabile con altri ethos e sempre evolventesi o involventesi.

Anche dal punto di vista dei molteplici problemi affrontati dalla bioetica si può parlare di un ethos. Con ethos della bioetica, in questo caso, si intenderebbe l'insieme delle convinzioni morali che guidano la prassi bioetica nella soluzione dei tanti problemi che la determinano. Le caratteristiche formali riscontrabili in ogni ethos risultano sempre facilmente riportabili. Diventa invece difficile, e impossibile persino, ripresentare le caratteristiche particolari e specifiche assunte da ogni ethos.

Come prima caratteristica formale evidenziamo la possibilità di riscontrare la presenza dell'esigenza morale presso tutti i popoli. Questa esigenza, infatti, in un modo o nell'altro viene avvertita tra le tribù di uomini primitivi come tra le culture più evolute, da chi dice di voler vivere moralmente, come anche da chi professa totale disinteresse per la prospettiva etica: dovunque, sempre esiste un codice morale a cui di fatto ci si attiene o a cui si pensa di doversi attenere.

L'esigenza morale è descrivibile come fenomeno profondamente personale e, proprio perché tale, di enorme rilevanza anche sociale e culturale: essa, cioè, emerge nell'intimo del cuore umano non solo come prospettiva entro cui la singola persona vuole collocare se stessa, ma anche come prospettiva entro cui pensa di dover collocare la stessa società in cui vive, la cultura e i rapporti interpersonali che all'interno di essa si sviluppano.

Altra caratteristica evidenziabile è quella di uno sforzo quasi costante da parte dell'uomo per un progressivo approfondimento della conoscenza del dato morale. Egli magari non sempre è pervenuto a nuove conoscenze, non sempre si è adeguato a ciò che ha conosciuto, non sempre ha migliorato il suo standard di vita morale, ma è anche vero che negli stessi periodi di più visibile abbandono, per così dire, della prospettiva morale, analogamente a quanto succede nelle fasi dell'esistenza personale, sono riscontrabili segni del richiamo morale.

In ogni caso l'ethos è sempre descrivibile come rilevazione sia dei suoi elementi positivi, che di quelli negativi. Attuare questo processo di rilevazione e di descrizione dell'ethos è compito specifico della cosiddetta etica descrittiva. Il fenomeno morale si reifica nella storia, nella cultura, nella prassi dei rapporti socio-personali e nella reciproca interferenza della sfera socio- politica su quella individuo-personale.

L'ethos, il codice di norme di fatto vigente, è l'oggetto a cui si interessa l'etica descrittiva. Esso è la visione teoretica ed il vissuto pratico con cui si identifica il fenomeno morale. In quanto descrittiva, la scienza etica rileva il manifestarsi storico del fenomeno, le sue varianti evolutive ed involutive, il suo caratterizzarsi statico o dinamico, le giustificazioni teoretiche ad esso date, i comportamenti attuati e la coerenza dei singoli nel conformarsi ai giudizi morali vigenti ed alle fondazioni teoretiche da loro stessi date, la rilevanza o meno, la divergenza o la convergenza delle convinzioni e dei comportamenti riscontrabili in un fenomeno morale rispetto a quelli sedimentatisi in altri gruppi o società.

E' sempre molto interessante conoscere l'ethos che va formandosi all'interno della nostra società e della nostra cultura in riferimento ai diversi problemi di bioetica. Una simile conoscenza, infatti, offre la possibilità di avviare ogni riflessione di tipo normativo a partire dalle convinzioni di fatto esistenti, assumendo le argomentazioni addotte per ogni tipo di comportamento per evidenziare poi la loro correttezza o erroneità, la loro accettabilità morale o meno.


Voce a cura di:
Salvatore Privitera, 1945-2004

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Tratto da: S. Leone, S. Privitera, Dizionario di Bioetica, ISB, Acireale 1994. Si veda anche il più recente: S. Leone, S. Privitera, Nuovo Dizionario di Bioetica, Città Nuova - ISB, Roma - Acireale 2004.