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Giovedì, 14 Dicembre 2017

Etica e Teologia

Etica e teologia sono due termini che appartengono entrambi alla categoria della riflessione e dell'analisi sistematica e perciò stanno bene insieme. L'etica è una forma di riflessione sistematica sull'ethos, intendendo per ethos non tanto il costume, la condotta umana, ma la moralità del costume, della condotta umana, come dimensione profonda in base alla quale un determinato costume o una determinata condotta viene descritta e valutata come buona o cattiva.

La teologia invece è una forma di riflessione sistematica su Dio. Ovviamente la teologia a cui faremo riferimento è la teologia cristiana che è una forma di riflessione su Dio come si rivela in Gesù Cristo. Non prenderemo in considerazione altre forme di riflessione teologica che si sono venute sviluppando all'interno delle religioni non cristiane.

Per quanto riguarda la religione cristiana vale forse la pena di richiamare l'attenzione su di un cambiamento terminologico e sul suo significato. Nell'ambito della tradizione cattolica si parla preferibilmente di teologia morale. Nell'ambito delle tradizione riformata si preferisce parlare di etica cristiana. Entrambe queste terminologie però non sembrano cogliere e descrivere adeguatamente il complesso rapporto tra fede e morale.

 

Il complesso rapporto tra fede e morale

Diciamo subito che non fa problema affermare che di fatto i cristiani vedono la loro morale indissolubilmente legata alla loro fede. Fa problema invece cogliere quale sia il "vero" rapporto tra fede e morale.

Cosi non fa problema affermare che la persona o la società di fatto abbiano una morale o seguano un codice morale. Fa problema invece scoprire quale sia la morale o il codice morale che la persona o la società "devono" seguire.

Mentre l'analisi del dato di fatto si identifica con la rilevazione e la descrizione del fenomeno morale vissuto nella società o dalla singola persona, la valutazione del dato di fatto si identifica ora con problematiche speculative che tendono a chiarire il problema del fondamento della morale e del suo rapporto con la fede, ora con problematiche relative alle argomentazioni da seguire per individuare le norme morali, ora con problematiche relative alla trasmissione ed alla realizzazione delle norme morali.

La distinzione di questi vari piani o modi di affrontare il problema è di fondamentale importanza per la comprensione del rapporto tra fede e morale.

 

Problemi relativi al fondamento della morale

Prima di passare alla analisi dei problemi relativi al fondamento della morale nella prospettiva della fede cristiana, sarà bene richiamare l'attenzione sui possibili equivoci che nascono dal fatto che molto spesso nelle nostre valutazioni partiamo da punti di vista diversi e magari usiamo le stesse parole: è giusto, è sbagliato; è bene, è male; si deve fare, non si deve fare, ecc.

Per esempio non tutto ciò che viene proposto dalla scienza o più in generale dal costume, dalla tradizione, come "giusto", "doveroso", ecc., è perciò stesso morale. È molto facile passare dal dato di fatto scientifico o culturale all'affermazione di principio. È un errore molto comune, dovuto alla confusione tra il punto di vista descrittivo ed il punto di vista valutativo. Altro è descrivere, altro è valutare. Altro è valutare giuridicamente, altro è valutare moralmente. Il processo di valutazione morale implica sempre il riferimento ad una misura assoluta (non subordinata ad altre istanze) e universale (valida per tutti gli uomini).

È a questo livello che si pone la questione del senso: come dare o giustificare un senso ultimo e unificante per la nostra esistenza. È una questione aperta; ma è certo che ognuno assume un criterio di base su cui valuta possibilità di scelta alternative. Se cosi non fosse, nessuna scelta avrebbe più senso di un'altra, magari della sua contraria, quando entrambe siano fattibili da un punto di vista tecnico o scientifico. E tutta l'esistenza nella sua parte più specificamente umana — la libertà di scelta — sarebbe del tutto insignificante. Da questo punto di vista non è la stessa cosa assumere come valore fondante della propria vita, della propria esistenza, l'egoismo (nelle sue molteplici varianti individuali, sociali, politiche, ideologiche) oppure l'altruismo, che implica rispetto della dignità della persona, dedizione, aiuto, disponibilità al sacrificio, anche al sacrificio della vita, se fosse necessario.

La fede cristiana anticipa ed assolutizza questa visione altruistica della vita, proclamando il primato dell'amore e del servizio: «il figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire» (Mt 20,28). Questa assunzione di valore, di significato ultimo della vita, è certamente specifica per il cristiano (soprattutto per quanto riguarda il riferimento a Dio che si è rivelato in Gesù Cristo ed opera nella Chiesa attraverso la parola ed i sacramenti), ma non è esclusiva del cristianesimo.

 

Problemi relativi alla fondazione delle norme morali

Assumere il punto di vista morale non basta. Per valutare moralmente una determinata scelta, un determinato comportamento, è necessario fare riferimento a dei criteri, a delle norme morali che presentino sinteticamente la rettitudine o meno di certe azioni e facilitino il dovere di scoprire di volta in volta quali conseguenze potrebbe avere una determinata azione in modo da fare la scelta giusta dal punto di vista morale. Di fatto, essendo ogni norma la riformulazione di un valore morale in riferimento ad una situazione particolare, si ha sempre il dovere di osservarla nella misura in cui si ha la capacità, la responsabilità di farlo e non intervenga un altro valore più urgente o più fondamentale.

Nella fondazione delle norme morali non è sufficiente fare appello alla bibbia, alla tradizione cristiana, al magistero della Chiesa, perché tali istanze hanno valore esclusivamente per i cristiani. Nell'elaborare i contenuti normativi della vita morale il cristiano, come il non cristiano, deve fare ricorso a quei criteri razionali che permettono di raggiungere obiettività e assolutezza di valutazione: il criterio della cosiddetta regola d'oro «fai agli altri quello che vorresti che gli altri facessero a te», in tutte le sue formulazioni bibliche ed extrabibliche; il criterio delle possibilità materiali secondo il principio che «il dovere presuppone il potere»; il criterio del riferimento ai valori e non valori provocati dalle conseguenze dell'azione compiuta; ed infine il criterio di tendere a ciò che si traduce nel bene di tutti gli uomini o del maggior numero possibile.

La fede cristiana a livello etico-normativo non sostituisce la ragione nella sua funzione individuativa e fondativa delle norme morali: o perché la rivelazione non affronta determinati problemi o perché se li affronta, lo fa in termini di valore, quindi molto generali, di principio. Il che non significa che la fede non svolga alcuna funzione nella percezione genetica dei valori e delle norme, nel senso che, come afferma il concilio Vaticano I, la fede aiuta la ragione affinché tutti possano percepire più facilmente, senza errori ed incertezze, determinati valori e norme morali.

 

Problemi relativi alla trasmissione e realizzazione delle norme morali

Una volta chiariti i problemi relativi al fondamento ultimo ed ai contenuti normativi della vita morale in riferimento alla fede cristiana, resta quello che può essere considerato il problema fondamentale: il problema di trasmettere, comunicare, ma soprattutto realizzare la norma morale. Molte volte sappiamo fin troppo bene qual è il punto di vista morale e conosciamo anche i con-tenuti normativi della vita morale: ciò che manca è la volontà o la forza di agire coerentemente. In effetti quando si conosce ciò che si deve fare non si ha tanto bisogno di ragionamenti, di argomentazioni. Si ha solo bisogno di quella forza o di quell'esortazione che è necessaria per vincere il proprio egoismo o le difficoltà che si incontrano. Altre volte invece non è ancora chiaro il contenuto normativo ed allora non si ha bisogno di consigli o di stimoli esortativi, bensì di chiarificazioni, informazioni, ragionamenti, che siano in grado di evidenziare i motivi per cui si considera giusto agire in un determinato modo piuttosto che in un altro. Ovviamente la prima esortazione ad agire ed eventualmente ad approfondire i contenuti normativi della vita morale viene dalla coscienza stessa che avverte già dentro di sé il richiamo a fare il bene e ad evitare il male.

Da un punto di vista cristiano la fede svolge una funzione importante nella trasmissione e nella realizzazione della norma morale. Si pensi al modello di uomo che Cristo non solo ha rivelato, ma ha anche realizzato nella sua vita. Richiamarsi a Cristo in questa prospettiva significa incidere geneticamente nella percezione di ciò che è moralmente buono e rotto e stimolare la volontà a tendere verso quell'ideale di uomo perfetto che siamo chiamati, nella fede, a realizzare secondo la misura stessa di Cristo. Lo stesso discorso si può fare parlando del dono pasquale di Cristo, lo Spirito santo, come troviamo ad esempio in san Giovanni, in san Paolo, i quali esortano a vivere la fede secondo lo spirito di Cristo: siete figli della luce, vivete come figli della luce; siete stati rinnovati nello Spirito, avete ricevuto il dono dello Spirito, comportatevi di conseguenza. È la famosa dialettica tra indicativo ed imperativo che conosciamo bene, perché attraversa tutta l'esistenza cristiana.

In conclusione per offrire una visione sintetica del rapporto tra etica e teologia si può osservare che si tratta di un rapporto complesso. Il mio intento era quello di descrivere la complessità di tale rapporto e di offrire una chiave di interpretazione o, se vogliamo, di semplificazione, suggerendo quale dovrebbe essere il compito della teologia relativamente a tre livelli del fenomeno morale sullo sfondo dei quali l'etica pone alla teologia tre domande diverse sul contributo della fede cristiana relativamente al fondamento, ai contenuti ed alla realizzazione della vita morale. E’ mia impressione che oggi si parli molto di etica ed anche di teologia. Ma non ancora abbastanza del rapporto, complesso ed articolato, che intercorre fra una riflessione ed una analisi etica e una riflessione ed una analisi teologica del fenomeno morale.

Voce a cura di: Giuseppe Trentin
Docente di Teologia Morale
Facoltà Teologica del Triveneto, Padova

 

Tratta da: AA.VV., Etica oggi: comportamenti collettivi e modelli culturali, Fondazione Lanza - Gregoriana Ed., Padova 1989.