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Lunedì, 21 Agosto 2017

Persona

Premessa

La riflessione sulla persona che ha attraversato l'intera storia del filosofia si è imposta recentemente in maniera nuova con la nascita e lo sviluppo della bioetica. Infatti gli interrogativi fondanti l'esistenza (chi è persona? che cosa costituisce la persona? quando un essere diventa soggetto di diritti?) si intrecciano con le istanze del progresso della scienza che si avvierebbe verso la sua vanificazione qualora gli fossero precluse le vie della ricerca e della sperimentazione.

Si delinea, così, un orizzonte problematico in cui i due valori in gioco, la dignità della persona e il riconoscimento della autonomia della scienza, possono entrare in un conflitto che già teoreticamente esige un punto di vista superiore da cui derivare le vie e il metodo per una sua positiva soluzione.

Scorrendo l'ampia bibliografia sulla bioetica, a nessuno sfugge la centralità del concetto di persona che fa da fondamento e da punto di riferimento unificante per le varie discipline che affrontano, ognuna secondo la propria specializzazione, gli aspetti medici, psicologici, culturali, sociologici, etici, teologici della vita umana.

Constatiamo che attorno al concetto di persona […] ritroviamo non soltanto una pluralità di discipline […], ma un pluralismo ermeneutico scaturente dalle differenti precomprensioni e visioni filosofiche sull'uomo, sulla sua esistenza e sul suo destino.

Tra i vari approcci alla tematica sulla persona noi privilegeremo quella ontologico-personalista, perché ci sembra più idonea a illuminare il rapporto persona-corporeità, premessa necessaria ad ogni ulteriore riflessione […].

 

Per una definizione di persona

a. L'etimoloqia. Nella lingua latina il vocabolo persona indicava originariamente la maschera teatrale tragica o comica, e, per derivazione, il personaggio che la utilizzava. La filosofia stoica adoperò il termine per indicare l'uomo che, per un volere del destino, deve espletare un ruolo nel mondo. Nel diritto romano il termine persona, contrapposto al termine res, serve ad indicare che solo l'uomo è soggetto di diritti, mentre le cose (e gli schiavi sono equiparati ad esse) non lo sono.

b. Il Medioevo. Saranno le controversie trinitarie e cristologiche dei primi secoli del cristianesimo a precisare ulteriormente il significato di persona riferito a Gesù Cristo e alle singole Persone della Trinità. divina.

La definizione di persona data da Boezio «la persona è la sostanza individua della natura razionale» (De duabus naturis et una persona Christi, c. 3), è condivisa dai filosofi e dai teologi del Medioevo. San Tommaso, sulla scia di Boezio, precisa che «ogni individuo di natura razionale è persona» (Summa Theol., I, q. 29, a.3 ad 2).

Da queste definizioni la riflessione scolastica deriverà le seguenti note caratteristiche ed essenziali per la persona: la inseità (ens in se), la perseità (ens per se), la automediazione, la singolarità, la sostanzialità, la integralità, la incomunicabilità (nel senso che la persona è indivisibile in sé e non può essere unita sostanzialmente ad altri), la razionalità, la perfezione entro la finitezza creaturale, la libertà e la responsabilità.

c. La soggettività dell'era moderno,. Con la nascita, il progresso e la specificazione delle scienze naturali la riflessione filosofica sulla persona subisce un processo di spostamento verso la soggettività. Kant afferma che l'uomo è persona solo in quanto è depositario della legge morale e dotato di autonomia; qui si fonda la sua dignità per cui egli è sempre degno di rispetto e non ha prezzo perché, a differenza degli altri enti, egli non può essere equiparato se non a se stesso.

La filosofia idealista e marxista, reagendo alla soggettività kantiana, accentua la dimensione relazionale e sociale della persona.

d. Lo scientismo tecnologico. Nlla cultura odierna è diffuso un certo scientismo tecnologico, connesso alle correnti filosofiche positiviste e materialiste, che causa grave confusione a coloro che non sanno distinguere ciò che la scienza può tecnicamente fare con ciò che gli scienziati devono moralmente fare o non fare. In altri termini, le riflessioni dettate dallo scientismo tendono a svuotare la persona della sua valenza interiore e a ridurla al complesso dei fenomeni che la scienza rileva e controlla da arbitra suprema.

I principi della autonomia e della trascendenza propri della persona, vengono trasferiti alla scienza che quasi diventa un soggetto incondizionato di diritti; la conseguenza, espressa più o meno esplicitamente dai sostenitori di questa impostazione, è che la persona con i suoi diritti intangibili rimane totalmente sottomessa alla scienza, mentre il buon senso e la sana ragione consentono alla scienza diritto di esistere solo e nella misura in cui essa rimane a servizio della singola persona e dell'umanità in quanto tale.

e. La visione radicale. Un'altra precomprensione, oggi alquanto diffusa […] è quella radicaleggiante. Qui la persona è identificata, sostanzialmente, con la sua libertà. Questa libertà, sganciata da ogni riferimento ad altri valori, diventa la norma prima della moralità; in altre parole, bene e male si misurano non a partire dai valori oggettivi che l'uomo persegue o distrugge, ma solo dal fatto che egli sia libero o meno nel suo agire. Di conseguenza è moralmente lecito tutto ciò che l'uomo compie liberamente: l'unico limite è costituito dalla libertà altrui.

E' evidente che tale super-esaltazione della libertà, senza alcun riferimento a valori assoluti che promuovono la persona, non solo è priva di una sua autentica fondazione, ma si risolve nella sua stessa distruzione. Che l'uomo sia libero, è un fatto e un diritto; ma nessuno può negare che la sua libertà sia limitata e debba essere sottomessa ai valori superiori che promuovono la stessa persona o che favoriscono la crescita della convivenza sociale.

Una tale libertà, infatti, oltre a giustificare il male che la persona può fare a se stessa, aprirebbe la via alle più gravi ingiustizie e discriminazioni nei confronti dei più deboli.

Infatti su che cosa si fonderebbe il dovere di rispettare la libertà degli altri e la stessa responsabilità delle conseguenze negative delle proprie scelte? Una visione completa della stessa libertà umana esige che la persona coniughi, sia teoricamente che nella prassi vissuta, libertà e responsabilità; e se nella esistenza personale la libertà è un dono, quando cade sotto il dominio della persona, deve diventare un impegno.

f. L'utilitarismo. Nel contesto pluralistico della cultura contemporanea la visione utilitaristica della vita ha una notevole influenza teorica e pratica. Essa […] vede la persona sganciata dai valori etici assoluti.

A differenza della impostazione radicale, l'impostazione utilitaristica cerca di stabilire dei limiti etici […] che, però, non derivano da una previa fondazione ontologica della persona, ma dal calcolo pragmatico delle conseguenze (psicologiche,. sociali, economiche, scientifiche, ecc.) degli interventi ipotizzati.

La visione utilitaristica che aprioristicamente giudica secondari i valori del bene, del vero e del bello assoggettandoli all'utile, si ripercuote sulla concezione della persona. Essa viene coartata e ridotta all'angusto orizzonte pragmatico dell'utile immediato personale (o comunitario), con il rischio, sempre imminente, di misconoscere i diritti alla verità, alla bellezza e alla bontà, che sono più profondi e più essenziali per la stessa persona, ed hanno un riflesso più ampio per l'intera umanità.

E' evidente che tra un utilitarismo assoluto e una visione che rispetta una gerarchia oggettiva di valori per la persona, gli autori sfumano le loro posizioni.

g. Il personalismo. Nella riflessione […] attuale un ruolo particolarmente significativo viene svolto dai filosofi che si ispirano al personalismo. La riflessione filosofica personalista parte dall'idea centrale che la persona è irriducibile ad un oggetto, essendo un io-soggetto inviolabile, libero, creativo e responsabile; inoltre la persona, incarnata in un corpo e immersa nel divenire storico, è per intima costituzione comunitaria.

Il modello etico elaborato dal personalismo intende, quindi, promuovere la verità intera sull'uomo. Perciò una riflessione […] che voglia rimanere umana e umanizzante, nell'elaborare i suoi criteri morali, deve partire dall'uomo inteso come persona: infatti la persona umana è il valore fondante, trascendente, intangibile e normativo sia della riflessione etica, sia della prassi che vuol rimanere pienamente umana e morale.

Una tale visione dell'uomo non solo non si chiude alla scienza, ma stimola la ricerca e la sperimentazione fornendole, ad un tempo, i criteri di umanizzazione della medesima. Infatti, se la persona, come valore fondamentale, rimane al centro di ogni interesse, è bene ciò che custodisce, cura, matura l'individuo in quanto persona, ed è male quanto lo degrada, lo strumentalizza o ne distrugge l'esistenza.

 

Conclusione

Quanto più completa ed elevata sarà la riflessione sistematica sull'uomo, tanto più la persona diventerà l'ideale di riferimento per la teoresi e la prassi etica.

La rivelazione biblica che considera ogni uomo come immagine di Dio, si concretizza ulteriormente alla luce di Cristo, Verbo fatto carne, che fa di ogni persona che crede in Lui un membro vivo del Suo Corpo Mistico: «Se uno è in Cristo, è nuova creatura» (2 Cor 5,17; cfr Gal 6,15).

In ogni persona, al di là dell'età, della razza, del sesso; della salute, della cultura, vibra il dinamismo interpersonale che attende di diventare parola e amore ; parola e amore comunicati e condivisi a cerchi sempre più ampi e universali. E nella misura in cui l'intimità dell'io è aperta al Tu di Dio, in ogni persona palpita il riflesso della Vita e dell'Amore della Trinità, perché «la gloria di Dio è l'uomo vivente, e la vita dell'uomo è la visione di Dio» (Ireneo, Adversus haereses 20, 7, 4).

 

Voce a cura di:
Raimondo Frattalone, Docente di Teologia morale, Università Pontificia Salesiana, Roma

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Tratto da: S. Leone, S. Privitera, Dizionario di Bioetica, ISB, Acireale 1994. Si veda anche il più recente: S. Leone, S. Privitera, Nuovo Dizionario di Bioetica, Città Nuova - ISB, Roma - Acireale 2004.