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Giovedì, 19 Ottobre 2017

Sistemi morali

Fare casistica, in etica [...], significa anche ricorrere a quelli che i manuali classici della Teologia Morale chiamavano appunto sistemi morali. La trattazione di questi sistemi veniva inserita nell'ambito del discorso sulla coscienza in quanto ci si riprometteva di aiutarla nel superamento di certe situazioni di incertezza e di dubbio in cui poteva anche venirsi a trovare.

Non sempre, infatti, la coscienza perviene con certezza assoluta alla formulazione del giudizio morale, appunto perché non sempre si presenta con chiarezza il contesto operativo o perché non sempre è chiaro quale sia la norma da applicare nel contesto operativo in cui essa si trova. Avere dubbi su quale sia il giudizio morale o su quale sia la norma da scegliere per il proprio contesto operativo, in ultima analisi, significa proprio avere a che fare con opinioni diverse e diversificate o con soluzioni normative fra loro persino divergenti. Come fa ad es. un medico a scegliere fra il giudizio di chi afferma che quella terapia è accanimento terapeutico e quello di chi afferma che essa è obbligante dal punto di vista morale?

Con l'uno o con l'altro dei sistemi morali si elaborava una teoria in base alla quale si offrivano dei criteri per operare la scelta operativa più corrispondente al punto di vista della morale. Che in certi periodi storici divampassero dibattiti e polemiche fra i sostenitori dei diversi sistemi, come ad es. nel secolo XVII di cui ci parla B. Pascal nelle sue Provinciali, non toglie nulla alla validità della prospettiva etico-normativa in essi insita. Che non tutti i sistemi fossero accettabili in base alla considerazione della loro rigorosità logica e della oggettività universalizzabile, non comporta il rifiuto di quelli che garantivano al soggetto morale la possibilità di uscir fuori da una situazione di incertezza.

All'interno ed all'esterno della problematica bioetica ci si può spesso ritrovare a dover agire, a dover scegliere una fra le tante soluzioni operative possibili o a dover operare una scelta fra le diverse opinioni esistenti: a quale di esse bisogna rifarsi per essere a posto con la propria coscienza? In base a quali criteri operare la scelta?

Per il credente spesso è facile risolvere questo problema, almeno nella misura in cui per il suo contesto operativo possiede un'indicazione normativa da parte del Magistero ecclesiale. Per chi non appartiene alla Chiesa cattolica o ad una comunità ecclesiale il problema si ripresenta in tutta la sua drasticità. Ma talvolta è tale anche per il credente.

In questo caso bisogna rifarsi all'opinione più autorevole o a quella più convincente? E quali sono i criteri per attribuire autorevolezza o persuasività? Il capitolo sui sistemi morali dei manuali classici rispondeva a queste domande elencando almeno sei diverse teorie.

Il tuziorismo assoluto o rigoroso sosteneva che dal punto di vista morale bisognava scegliere sempre la soluzione più sicura, anche quando l'opinione che attribuiva libertà alla coscienza fosse probabilissima.

Secondo il tuziorismo mitigato, invece, l'opinione più sicura era da scegliere solo se in mancanza di un'altra opinione probabilissima o almeno probabile che desse libertà alla coscienza.

Il probabiliorismo insegnava che fosse da seguire l'opinione più sicura, a meno che la soluzione opposta che favoriva la libertà della coscienza non fosse manifestamente più probabile.

L'equiprobabilismo, chiamato pure probabilismo mitigato, in realtà per certi versi si identifica con lo stesso probabiliorismo. Esso infatti sosteneva due principi fondamentali: 1. in presenza di un'opinione certamente più probabile a favore della legge, non è lecito seguire l'opinione meno probabile che favorisce la libertà; 2. nel dubbio sull'esistenza della legge, si può scegliere fra le opinioni esistenti, ugualmente o quasi probabili, quella che si pronuncia a favore della libertà.

Per i sostenitori del probabilismo puro si può scegliere l'opinione solo probabile a favore della libertà anche quando dovesse esistere un'opinione più probabile a favore della legge.

Secondo il lassismo, infine, si poteva scegliere una qualsiasi opinione, purché fosse sia pure tenuemente probabile.

Come si può notare i diversi sistemi, presentati qui con lo stesso ordine con cui di solito venivano elencati nei manuali tradizionali, scivolano via via verso il relativismo quasi totale dell'ultimo, ma già presente anche nel probabilismo.

Questi sistemi costituivano un ottimo corollario per la teoria etico-normativa seguita dalla tradizione della Teologia Morale e altrettanto ricco sottofondo a cui attingeva la riflessione normativa cosiddetta casistica, in quanto ci si adoperava in tutti i modi per andare alla ricerca di opinioni diverse nella soluzione di un caso, per confrontarle fra di loro ed evidenziare al tempo stesso il loro grado di probabilità.

È utile ricorrere a questi sistemi nella soluzione di certi problemi [...] sui quali non c'è convergenza piena o univoco giudizio morale? A questa domanda si può rispondere senz'altro positivamente, ma nel momento in cui si tratta di scegliere quale dei diversi sistemi dovrebbe essere seguito, a ben rifletterci, ci si accorge che quello che merita più di ogni altro di essere preso in considerazione è proprio quello del tuziorismo. In tanti problemi [...], infatti, [...], abbiamo a che fare con la vita umana, [...], e pertanto dal punto di vista morale, al di là di ogni altra considerazione, sempre utile ed opportuna, è nostro dovere schierarci sempre su posizioni che la difendono, la garantiscono e la promuovono.

 

Voce a cura di:
Salvatore Privitera, 1945-2004

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Tratto da: S. Leone, S. Privitera, Dizionario di Bioetica, ISB, Acireale 1994. Si veda anche il più recente: S. Leone, S. Privitera, Nuovo Dizionario di Bioetica, Città Nuova - ISB, Roma - Acireale 2004.