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Venerdì, 24 Novembre 2017

Una grave insufficienza renale

Maria è una giovane di 25 anni che, dopo essere stata più volte ricoverata per una grave malattia renale, nel settembre del 2003 entra nuovamente in ospedale lamentando una seria insufficienza renale. Presenta inoltre una forte ipertensione, insufficienza cardiaca ed edemi generalizzati. Soffre di convulsioni e viene inclusa in un programma di dialisi. Migliora rapidamente e, dopo cinque settimane di ricovero, può essere trasferita in un centro di emodialisi vicino alla sua abitazione.
La malata, come paziente ambulatoriale, collaborò poco, partecipando solo saltuariamente a un programma di dialisi prolungata. Mancò spesso agli appuntamenti fissati e non si sottopose alle dialisi programmate. Subì diversi ricoveri per sovraccarico di liquidi e arrivò ad aumentare di dieci chili in quattro settimane. La sua dieta e la pressione non venivano mai controllate.
La malata fu descritta dalle varie persone che la ebbero in cura come ostile, e in molte occasioni espresse la sua avversione per la dialisi, affermando di voler essere normale.
La sua storia personale è particolarmente interessante. Era la minore di 10 fratelli e aveva frequentato le scuole medie. Rimasta orfana di entrambi i genitori a 12 anni, era vissuta in casa di un fratello e della cognata fino a 17 anni, quando si era sposata. Aveva avuto una bambina, ma dopo quattro anni si era separata dal marito. Da allora la paziente e la figlia erano vissute in condizioni miserabili nei sobborghi di una grande città. Lavorava saltuariamente come domestica, riuscendo così a conservare la previdenza sociale e il diritto all’assistenza sanitaria, per sé e per la figlia. Era aiutata anche da varie associazioni benefiche.
Aveva frequentemente espresso la sua preoccupazione per la cura della bambina e si era servita di questo pretesto per uscire dall’ospedale contro il parere dei medici. Tuttavia passava molto tempo a bere in un bar del posto, e spesso lasciava la bambina sola a casa senza nessuno che l’accudisse. Non gestiva bene né la sua casa, né le sue finanze.
Nel novembre del 2004, essendosi reso disponibile un rene, subì il trapianto. Nuovamente ricoverata in ospedale nel 2005 per una polmonite, dopo cinque giorni chiese la dimissione volontaria contro il parere dei medici curanti. Non si sottopose a visite di controllo ambulatoriali, nonostante varie convocazioni telefoniche, ma da altre vie sappiamo che stava relativamente bene.