Si può essere onesti sempre?

Ogni tanto ricevo delle lettere di questo tenore: Lei ha un bel dire che bisogna essere onesti, vigilanti, attenti al bene comune ... Mio figlio (o mio marito) ha voluto comportarsi onestamente, non ha mai accettato le connivenze disoneste del suo ambiente di lavoro, ma è stato punito, emarginato, deriso, non ha fatto carriera ...
A che vale, dunque, l'onestà?
Sono lettere che mi fanno molto soffrire perché mostrano, con esempi inconfutabili, che l'onestà è difficile e spesso - come si esprime un detto conosciuto - non paga.
A mio parere, ci sono due vie di uscita: la prima è di accettare che una società non possa essere onesta e quindi sia in un continuo processo di degrado, irreversibile. In tal caso, ciascuno si rassegna, si difende come può e la speranza è perduta.
La seconda, invece, è di sperare che una società possa divenire migliore di quanto non lo sia ora. Tale speranza deve essere ampia, non limitata nel tempo; non può aspirare a verifiche o a successi immediati, ma deve predisporsi a sacrifici e a momenti oscuri. Se però questa speranza c'è, allora ciascuno si sente chiamato a compiere quanto è in suo potere per migliorare l'ambiente in cui vive, per renderlo più onesto e pulito.
Nonostante gli inevitabili sacrifici che comporta la seconda via, a mio parere essa è l'unica che permetta di risorgere, di contrastare efficacemente il male.
Se, a esempio, tutti avessero agito come Libero Grassi, non ci troveremmo oggi davanti a mali tanto gravi, e coloro che hanno avuto il coraggio di denunciare il racket non si sarebbero sentiti isolati. Alle persone che hanno compiuto gesti di onestà e sono stati per questo puniti o inascoltati o emarginati, io dico quindi:
No, il vostro gesto non è perduto! Nulla è perduto di ciò che viene da una coscienza onesta e un giorno anche voi sarete ringraziati e onorati per quello che avete fatto, perché alla fine il vero onore sarà reso solo a chi è veramente onesto.
Dobbiamo sperare tuttavia non necessariamente in una società perfetta, che forse non ci sarà mai sulla terra, bensì in una società più giusta, più buona di quella attuale, in una società che si costruirà con i sacrifici di tutte le persone oneste. Dipende dalla mia, dalla vostra buona volontà. E chi ha fede, fosse pure soltanto nel mistero dell'uomo, avverte che questa è la sola strada possibile per una umanità che ha un destino più alto e a cui non sarà negato il compimento di speranze coraggiose.

Viaggio nel vocabolario dell'etica

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